
Cinghiale in umido ed un calice di Brunello di Montalcino
19 Novembre 2020Il Castagnaccio toscano è un dolce tradizionale dell’autunno, preparato quando le castagne erano in abbondanza. Una ricetta molto facile e genuina tramandata negli anni, fatta di semplici ingredienti come la farina di castagne, i pinoli, le noci e l’uvetta. Un dolce saporito e gluten free, che non ha bisogno di lievitazione, quindi ancora più veloce da preparare, da assaporare quando inizia a far freddo davanti al camino!

Ingredienti
300g di farina di castagne
380g di acqua
4 cucchiai di zucchero
2 cucchiai di olio evo
40g di uvetta
40g di pinoli
40g di noci
Rosmarino
Sale
Preparazione
Mettete a bagno l’uvetta e tostate i pinoli in una padella ben calda, nel frattempo setacciate la farina di castagne in una ciotola e aggiungete un pizzico di sale, 2 cucchiai di olio evo, 4 cucchiai di zucchero e acqua lentamente.
Usate una frusta per amalgamare l’impasto fino a che non sarà ben fluido, dopodichè aggiungete l’uvetta, i pinoli e le noci.
Oliate una teglia e disponetevi l’impasto, guarnendolo con rosmarino ed un filo d’olio evo. Infornate per 35 minuti a 180 gradi.
Quale vino abbineresti con il Castagnaccio? Hai bisogno di aiuto?
Ti consigliamo il Moscadello di Montalcino Vendemmia Tardiva 2016 Capanna. Prodotto solo da uve 100% Moscato, invecchia in botti di rovere da 10 Hl per 1 anno e 6 mesi in bottiglia. Caratterizzato da profumi di miele d’acacia, pere e frutta candita, persistente e complesso, è il vino dolce perfetto da abbinare con dolci e pasticceria secca.

Il Moscadello è il vino più vecchio prodotto a Montalcino, le sue origini risalgono al XIV secolo, oggi è una perla rara della zona, pochissime aziende producono ancora questo particolare nettare, ed ancora meno lo invecchiano.
Tra queste c’è “Capanna”, azienda agricola storica di Montalcino, è di proprietà della famiglia Cencioni dal 1957. Situata nella zona di Montosoli, a nord di Montalcino, fu fondata da Giuseppe Cencioni. Giuseppe fu tra i primi produttori storici a credere nel potenziale di questa terra, iniziando ad imbottigliare i suoi vini negli anni ’60. Poco dopo, nel 1966, il Brunello ottiene il riconoscimento della DOC, Giuseppe fu uno dei 25 fondatori del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino.




